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L’AI ripensa il ruolo del SIEM: automazione, AI e Agentic SOC per una difesa aziendale più efficace

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Gli attacchi informatici non sono più quelli di qualche anno fa: oggi cybercriminali e gruppi ransomware sfruttano l'Intelligenza Artificiale per lanciare attacchi sempre più veloci, sofisticati e difficili da individuare: campagne di phishing personalizzate, malware adattivi e vulnerabilità sfruttate in pochi minuti rappresentano una minaccia concreta per aziende di ogni dimensione. In Italia, settori come il manifatturiero e i servizi alle imprese sono tra i più colpiti, mentre normative come la NIS2 impongono standard di sicurezza sempre più elevati.

In questo scenario, affidarsi esclusivamente a processi manuali di monitoraggio e di gestione degli incidenti non è più sufficiente: per garantire una difesa efficace è necessario adottare un approccio intelligente, automatizzato e proattivo.

Proprio questi temi sono stati al centro dell'evento "L'AI ripensa il ruolo del SIEM", organizzato da BlueIT il 17 giugno in collaborazione con Wazuh, durante il quale esperti del settore hanno approfondito il ruolo dell'Intelligenza Artificiale nell'evoluzione dei Security Operations Center e le opportunità offerte dai modelli di Agentic SOC per migliorare la capacità di rilevamento e risposta alle minacce.

Perchè i SOC tradizionali non bastano più?

Molti Security Operations Center (SOC) si trovano ad affrontare oggi una sfida comune: gestire migliaia di eventi e segnalazioni provenienti da endpoint, server, reti e ambienti cloud.
Questa complessità genera problematiche operative che incidono direttamente sulla sicurezza aziendale. Il risultato?

  • Sovraccarico operativo per gli analisti
  • Elevata percentuale di falsi positivi
  • Tempi di investigazione e di risposta troppo lunghi
  • Difficoltà nel distinguere una minaccia reale da un evento innocuo

Secondo le statistiche del settore, fino all'80% degli alert generati dai sistemi di sicurezza può rivelarsi un falso positivo. Questo fenomeno, noto come Alert Fatigue, riduce l'efficacia dei team disicurezza e aumenta il rischio di trascurare eventi realmente critici; nel frattempo, gli attaccanti sfruttano l’automazione e l’AI per agire in pochi minuti.

Per questo motivo sempre più organizzazioni stanno evolvendo verso un modello di Agentic SOC, una nuova generazione di Security Operations Center basato su automazione avanzata e Intelligenza Artificiale che collaborano per migliorare il rilevamento e la risposta agli incidenti.

Cos'è un Agentic SOC e come funziona?

Un Agentic SOC è un centro operativo di sicurezza evoluto che combina strumenti di monitoraggio avanzati, orchestrazione automatica e capacità decisionali basate sull'AI. L'obiettivo è semplice ma strategico: permettere agli analisti di concentrarsi sulle minacce reali lasciando all'automazione le attività ripetitive e a basso valore aggiunto.

Grazie all’automazione intelligente, il SOC passa da una logica reattiva a una logica proattiva, migliorando la capacità di rilevare, analizzare e rispondere agli incidenti informatici.
L'architettura di un Agentic SOC si basa generalmente su tre componenti fondamentali:

  1. SIEM per il monitoraggio continui: soluzioni come Wazuh raccolgono eventi e log provenienti da endpoint, server, applicazioni, infrastrutture cloud e dispositivi di rete, permettendo di identificare comportamenti anomali e possibili indicatori di compromissione in tempo reale.
  2. Orchestrazione intelligente e automazione dei processi: piattaforme come n8n automatizzano i workflow di sicurezza, integrando fonti esterne e strumenti di sicurezza attraverso API dedicate e gestendo attività operative senza intervento umano, accelerando le attività di raccolta dati, correlazione degli eventi e gestione degli incidenti.
  3. AI Triage Agent: l’elemento più innovativo è rappresentato dall’AI TriageAgent, un agente intelligente che analizza gli eventi già arricchiti con informazioni contestuali e fornisce una valutazione strutturata del rischio. È in grado di correlare eventi e indicatori di compromissione, mappare le tecniche utilizzate dagli attaccanti, distinguere tra falsi positivi e minacce reali e, infine, generare report tecnici e operativi immediatamente utilizzabili. Questo approccio segue il principio "Enrich First,Think Second”: i dati vengono raccolti, verificati e arricchiti tramite fonti affidabili e solo successivamente l’Intelligenza Artificiale interviene nell’analisi, riducendo così il rischio di interpretazioni errate e si garantiscono decisioni basate su informazioni concrete

I vantaggi dell'automazione SOC basata sull'AI

L'integrazione tra cybersecurity, automazione e Intelligenza Artificiale genera benefici immediati sia sul piano operativo sia su quello strategico:

  • Analisi completa degli alert: ogni evento viene valutato automaticamente, senza rischiare che segnalazioni importanti vengano ignorate per mancanza di tempo;
  • Riduzione drastica dei falsi positivi: gli alert non rilevanti possono essere chiusi automaticamente, alleggerendo il lavoro degli analisti;
  • Tempi di risposta più rapidi: le attività di triage e classificazione, che prima richiedevano ore possono essere completate in pochi secondi, riducendo significativamente la finestra di esposizione alle minacce;
  • Ticket sempre contestualizzati: gli specialisti ricevono informazioni già arricchite con indicatori di compromissione (IOC), correlazioni MITRE ATT&CK e valutazione del rischio;
  • Maggiore efficienza del team: gli esperti di cybersecurity possono dedicare il proprio tempo ad attività strategiche, investigazioni avanzate e miglioramento continuo della postura di sicurezza aziendale.

Cybersecurity e resilienza: due facce della stessa strategia

Oggi la protezione aziendale non si limita a bloccare gli attacchi e proteggere un'organizzazione significa lavorare contemporaneamente su due fronti, cybersecurity (per prevenire e contrastare gli attacchi) e resilienza (per garantire continuità operativa e capacità di recupero dopo un incidente).

In questo contesto si inserisce l’adozione di un approccio preemptive alla sicurezza, che supera la logica degli assessment periodici e della sola risposta agli incidenti, puntando invece a identificare precocemente segnali di attività malevole e vulnerabilità potenzialmente sfruttabili, così da attuare contromisure preventive prima che le minacce si concretizzino in un attacco. Questo paradigma consente di ridurre in modo significativo la superficie di attacco e il tempo di esposizione ai rischi, trasformando la sicurezza in un processo continuo e adattivo.

Una strategia moderna si basa su pilastri fondamentali come:

  • Protezione perimetrale
  • Sicurezza degli endpoint
  • Vulnerability Management
  • Cyber Threat Intelligence
  • Formazione del personale
  • Identity & Access Management

L'Agentic SOC diventa così il punto di incontro tra questi elementi, consentendo una gestione centralizzata e intelligente della sicurezza.

Perché l'Agentic SOC rappresenta il prossimo passo evolutivo

L'evoluzione delle minacce informatiche richiede un cambio di paradigma: l’Intelligenza Artificiale non è più un'opzione futuristica, ma uno strumento indispensabile per affrontare le sfide della cybersecurity moderna. Un Agentic SOC consente di passare da una difesa reattiva a una strategia proattiva per rilevare, analizzare e neutralizzare le minacce con maggiore velocità ed efficacia. Investire oggi in un SOC basato sull'AI significa trasformare la cybersecurity da semplice costo operativo a vantaggio competitivo strategico per la crescita del business.

Per comprendere il livello di allineamento della tua azienda a un modello integrato di cybersecurity e resilienza, BlueIT adotta un approccio strutturato e orientato ai risultati: richiedi subito il tuo Cyber Assessment gratuito e scopri il livello di maturità della tua postura di sicurezza. I nostri esperti ti aiuteranno a individuare aree di miglioramento, rischi prioritari e opportunità di automazione per rafforzare la protezione della tua organizzazione.

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Cybersecurity
Team BlueIT